“Fragili foglie con resistenti radici: dialogo con Elsa Fonda”

sabato 29 gennaio  2011 – ore 16,30 Antico Caffè San Marco, Via Cesare Battisti 18

“Fragili foglie con resistenti radici: dialogo con Elsa Fonda” ; Presentazione del romanzo di Elsa Fonda “La cresta sulla zampa” Ibiskos Editrice Risolo 2010

” Questi ricordi mi accompagnano da quando avevo vent’anni. Scritti col senso di colpa per aver lasciato il mio paese, li ho custoditi in segreto, perchè li ritenevo personali. Ancorati dentri di me, erano fissi al passato, esattamente com’era.
Consapevole di appartenere a milioni di trasmigranti per lavoro, ho voluto salvare una tradizione fatta di investimenti affettivi.
I sentimenti , nel vuoto della famiglia scardinata, pesavano come oggetti. Per non perderli, ho riletto quaderni e diari, consultato archivi, libri e giornali, aggiunto testimonianze.
Per me è un libro sacro: riguarda il sacrificio mio e della mia gente. Ho tentato di definire quel patrimonio indefinibile, districandomi tra le reti della griglia amorosa: per non dimenticare paesaggi, personaggi, parole. Per riportare in vita le cose amate….”.

Così Elsa Fonda nella premessa al suo libro “La Cresta sulla Zampa”, un libro in cui la storia, anche lontana, sembra scivolare dentro la vita comune della gente comune, attraverso lo sguardo sugli spazi connotati dalle insegne del tempo, attraverso l’imprinting nei caratteri delle contrade e nella composizione sociale dei loro abitanti con i loro modi d’essere e di lavorare; un libro in cui la vita comune viene aggredita dalla Storia quando questa si fa assurdo gioco dei Grandi con i piccoli che sono destinati a perdere.
Elsa Fonda, nata a Pirano in Istria nel 1935, profuga nel 1955, laureata in Scienze Politiche, dopo aver vinto un concorso nazionale per annunciatrici a Roma  è diventata una delle voci storiche della RAI ed ha insegnato al Centro Sperimentale di Cinematografia elaborando e sperimentando il metodo “strumento voce”. Autrice e interprete, regista e responsabile di corsi cui ella ha dato il nome “scrivere per leggere”, ciò che la fa vicina a noi dell’Associaizone Poesia e Solidarietà  è il suo “incanto per la parola”: la parola verità che fa tutt’uno con il respiro e risuona creando la rispondenza profonda tra ciò che si è e ciò che si dice, tra l’ ascolto di sé e degli altri in una straordinaria sintesi di scrittura, lettura, ascolto.
“Sacro” il libro di Elsa Fonda, investito di quella sacralità che è di tutta la “Parola” in cui il sacrificio umano si distilla  e si redime per farsi strumento di dialogo e di salvezza.

Si sono succeduti nella lettura di alcune pagine del libro di Elsa Fonda i “poeti di Poesia e Solidarietà”, Ottavio, Libera, Carlo, Giorgio, Luciano, Sonia, Gabriella e poesie “dell’esilio” sono state lette da Ottavio, Elena, Sonia.


“L’occidente ha cominciato la sua storia dal rito sacrificale, che si rinnova nella messa.
Il Padre nostro non è intervenuto quando il figlio inchiodato alla croce lo implorò: “Perché mi hai abbandonato?”.
L’onnipotente non è riuscito a redimere l’umanità se pochi, feroci e mai sazi, hanno finito per sconvolgere il mondo [...]. La religione perdona peccati imperdonabili e la legge non svela la verità.
Gridiamolo allora lo scandalo. Agonizziamo nelle grinfie dei signori del nostro destino: trafficanti d’armi e di dorga. Ingenui quelli che sognavano un mondo giusto. Milioni sono i profughi che fuggono. I poveri sono sempre più poveri. Un miliardo muore di fame e di sete. La vita non conta nulla. Non c’è pietà nemmeno per gli innocenti. L’angoscia esistenziale è senza decenza.
Ricca del mio patrimonio di dolore mi custodisca l’immenso tesoro dello spirito”
(La Cresta sulla Zampa, p. 218)

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